KARIBU ONLUS

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  Meeting del Volontariato 07 – Tracce di Gratuità

È appena terminato il secondo meeting del volontariato. Nella mia mente sono freschissimi i ricordi di questa “due giorni” insieme a quelli, sicuramente un po’ più sbiaditi, del meeting dello scorso anno.

L’associazione Karibu Onlus da me fondata insieme a Fiorenza e altri nostri amici è molto piccola, pochi soldi ma molte idee e tanta buona volontà. In questo non siamo originali, perché mi rendo subito conto che ce ne sono tante altre con le stesse nostre caratteristiche.

Ma c’è qualcosa di nuovo quest’anno: se nel 2006 eravamo tra gli spettatori (eravamo nati soltanto da un paio di mesi),       nel 2007 siamo tra i protagonisti. Nel 2006 abbiamo vissuto la partecipazione con gli occhi “freddi” degli osservatori;      nel 2007 con gli occhi “caldi” dei giocatori.

Contrariamente a chi viene dall’esterno, il protagonista “vive” ogni momento, proprio come noi quest’anno!  

Non ci siamo lasciati sfuggire un solo momento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo vissuto tutte le preoccupazioni di una vigilia.  Venerdì 9 novembre ore 15,00: siamo già nel padiglione alla ricerca del nostro posto e di assistenza.

Inizialmente, circola un po’ di nervosismo in quanto siamo quasi tutti un po’ nel pallone. Dobbiamo preparare tutto nel nostro spazio e abbiamo necessità che qualcuno ci risolva i problemi: dalla porta che manca, al collegamento elettrico; dai tavolini e sedie alle catenelle.

Forse premiamo tanto sull’organizzazione che, di suo, si vede già in folle ritardo. Qualcuno grida e attira l’attenzione su sé per un problema organizzativo.

È questione di attimi: tutto si ridimensiona e torna sotto controllo.

Dopotutto la perfezione non è di questo mondo! Se fossimo noi i perfetti, Dio che ci starebbe a fare? Il tempo passa e dobbiamo andar via perché sono quasi le nove di sera.

Noi abbiamo finito il nostro lavoro, ma sappiamo che per il CSV c’è ancora tanto da fare (anche questa volta, per loro sarà una lunga nottata!).

 

Andando via, realizzo che alle mie richieste non è mai mancato l’aiuto e la collaborazione dei tanti ragazzi e ragazze in tenuta blu e degli operai che lavoravano per il CSV e, soprattutto, ho riscontrato personalmente tanti sorrisi piuttosto che facce scocciate. Solo fortuna?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La vigilia: “nel pallone”

Il meeting: inizia la “partita”

È il debutto! Questa volta siamo noi a giocare la partita. I CSV boys passano a chiedere per due volte se va tutto bene, prima di fischiare l’inizio. Tutto questo è incoraggiante.

Fischio di inizio. Mi accorgo subito che è molto più divertente giocare la partita, piuttosto che vederla dagli spalti; e anche molto più veloce! Non hai il tempo di respirare. Devi rispondere alle domande di chi viene a trovarti, giocare con i tanti bimbi che sono lì con le mamme a curiosare, "destare interesse nei ragazzi affinché non siano attratti da quanto esponi, quanto piuttosto dalle finalità dell’associazione che rappresenti". Il tempo passa e non ti accorgi che, tra tanti visi, domande e storie raccontate e sentite, è arrivata l’ora di pranzo. Cestini per tutti! Buono il pranzo.

Ci fermiamo qualche minuto per mangiare nel nostro stand e, parlando per la prima volta tra di noi, osserviamo che tutto ci appare come una benedizione. Possiamo parlare agli altri di noi con tranquillità e in un posto accogliente; creare contatti; conoscere e confrontarci con chi lavora da tempo nel settore e con tanti mezzi a disposizione, oppure con chi (come noi) porta avanti piccoli progetti solo da qualche mese. Non solo è molto bello, ma risponde anche alle nostre attese di contenere i costi “all’osso”: nessuno potrà credere che non abbiamo sostenuto un solo euro di spesa per poter beneficiare di tutti i servizi.

Il primo tempo finisce: sono quasi le nove di sera. I piedi sono gonfi, gli occhi stanchi, i corpi un po’ provati dal freddo dell’intera giornata ma … abbiamo il tempo e la voglia di essere catturati dal ritmo travolgente di tarante e pizziche. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il meeting: “secondo tempo”; la partita è ancora tutta da giocare

 

 

 

 

La partita riprende con la stessa armonia e gioia con cui era iniziato il primo tempo. L’assistenza è completa e ormai sembriamo tutti a nostro agio. Questa volta il pubblico è diverso: ieri molti ragazzi e professori in trasferta con le scuole, oggi mamme e papà con figli. Devi trovare il sistema di coinvolgere i nuovi visitatori. Devi trovare il modo di catturare l’attenzione perché, in fin dei conti, sei lì fondamentalmente per coinvolgere e sensibilizzare tutti quelli che passano, non sul volontariato in genere, quanto piuttosto sui Paesi in via di sviluppo, sulla prima assistenza ai bimbi o ai malati, su alcune malattie più o meno note o su come recuperare i ragazzi con la cultura o il gioco.

Le famiglie sono più tranquille degli studenti: chiedono e visitano con meno impeto. Tutto ciò mi permette di poter girare tra gli stand, conoscere “quelli come me”, capire il perché delle loro scelte e conoscere qualche storia. Raccolgo tutto il materiale possibile e visito gli stand. Da alcuni passo soltanto e chiedo il materiale informativo, da altri (e sono i più) mi soffermo e chiedo di loro e, se capita, parlo di me. Adesso ho voglia di “bere” dalle fonti altrui piuttosto che invitare gli altri a bere dalla mia! Sembra che ci conosciamo da tempo e ogni volta che ci incontriamo in ogni angolo del padiglione ci scambiamo sorrisi. Sono sicuro che oggi tornerò a casa molto più ricco: ricco di esperienze e storie, di amici e di informazioni.

Ho il tempo per un intervista sulla nostra associazione e per lo spettacolo finale: Don Chisciotte. Lo guardo ma non assaporo fino in fondo lo spettacolo perché sono ancora molto confuso dall’abbondante raccolto della giornata. 

 

 

 

 

 

 

Gli incontri: un ricordo per don Oreste

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono rientrato dal Perù una settimana fa, per partecipare al meeting. Ero certo della partecipazione di Don Oreste Benzi. Volevo sentirlo per la prima volta dal vivo e, perché no, raccontargli che ho conosciuto due suoi figli in Tanzania lo scorso anno. Ma scopro che non ci sarà: è morto. So che la sua assenza si farà sentire. Gli incontri sono tutti interessanti: si va dagli abusi e maltrattamenti alle dipendenze, dall’immigrazione  alle povertà estreme. Mi pento di non essere uno e trino anche io in quanto avrei potuto partecipare contemporaneamente ai due incontri in simultanea e restare nel mio stand. Molti gli spunti interessanti. Prenoto già gli atti del meeting per poter studiare quanto ho appena ascoltato. Non verranno consegnati in tempi brevi ed è un peccato. Mi congedo sperando che il prossimo anno possa trovare già disponibili gli atti del III meeting, magari in CD rom piuttosto che sottoforma di libro! Per adesso mi concentro sulla lettura degli atti dello scorso anno.

 

 

 

Tiriamo le somme: più pro o più contro?

Le finalità: un meeting per tutti i gusti

Mi restano due interrogativi. Il primo: ma questo meeting serve a noi associazioni per farci conoscere dal pubblico? O per conoscerci tra di noi? È una delle domande-osservazioni che viene posta nell’incontro delle ore 15.00 di domenica “il CSV San Nicola incontra le associazioni”. C’è chi lo considera voluto con finalità per gli addetti ai lavori e chi no. Personalmente lo considero anch’io un meeting laico con l’apertura al religioso (c’è anche la messa domenicale!) e un meeting con finalità differenziata. Ce n’è per tutti i gusti: per chi si vuole avvicinare al mondo del volontariato o per chi ne sa già di più (incontri del primo giorno) e solo per gli addetti ai lavori (incontri del secondo giorno). Ma la genialità -voluta o meno- è quella di far del bene a tutte le associazioni, messe in condizione di costituire una “rete”, con l’evidente vantaggio di creare potenziali sinergie. In un mondo in cui il valore aggiunto è rappresentato dall’informazione, è rassicurante sapere che “se un giorno io o una persona a me cara dovessimo trovarci in una situazione difficile, sapremmo a chi chiedere aiuto”.

 

 

 

 

Ed ecco l’ultima domanda a fine partita negli spogliatoi: ma c’è qualcosa che avrei voluto e che non ho ricevuto in questo meeting?

Ho spesso ringraziato col cuore i boys e le girls del CSV e qualche disservizio l’ho notato anch’io. Certo tutto si può migliorare e tutto è perfettibile. Qualcosa è anche emerso nell’incontro di domenica. Ma al di là di tutto, aggiungo soltanto che occasioni così vorrei che si ripetessero più spesso e non solo una volta l’anno (per noi è stata una vera festa!). E veramente l’ultimo pensiero: che giunga al CSV e ai suoi uomini e donne un nostro ultimo, vero ed infinito GRAZIE.

Pasquale Giuliani